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sabato, 15 dicembre 2007
author: quilly @ 22:28
category: claudia, perta, quilly
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La fine della squola si avvicinava a passi da gigante e presso la piccionaia all'ultimo piano dell'edificio vecchio dell'ITC e per Geometri Corinaldesi, detta anche l'AULA DEI COMPITI (ovvero dei compiti in classe...) stava per iniziare il match-clou dell'ultima giornata di campionato.
Per il vecchio Quilly ballava la ammissione o meno all'esame di maturità che, francamente, pacatamente, diciamolo, non meritava.
Le sorelle Gui. autentiche cerbere con la faccia always sorridente, avevano assegnato un compito in classe congiunto di Tecnica e Ragioneria insieme.
Quilly in sei anni non aveva mai aperto libro. Era andato avanti di inerzia con qualche pomeriggio di studio-cazzeggio a casa della sua amica Claudia, la prima della classe, anche se lei a queste parole si trincererà dietro falsi bagni d'umiltà.
Aveva inoltre sfruttato la sua decenza nelle materie umanistiche, aveva fatto l'equilibrista con qualche ripetizione di matematica, ma alla resa dei conti in quinta ragioneria, dopo essere stato rimandato per ben due volte in Tecnica e Ragioneria (due materie di nessuna importanza per chi fa Ragioneria!) si stava avvicinando inevitabile come una diarrea dopo aver fatto fuori una scofana di gelato alla non-ammissione all'esame.
Non lo aiutava di certo avere come compagno di banco A. P. detto il Perta, foggiano d'origine ma falconarese d'adozione, individuo d'età indefinita come il suo numero di bocciature.
Viaggiava con una Opel turchese con una banda bianca stile automobile sportiva di Starsky e Hutch.
La vettura aveva un clakson tipo marcia di Radetzky che si azionava con un pulsante sotto il volante.
Quando però lo fermavano i Caramba lui azionava il clakson normale e quelli......beh lo lasciavano andare.
Lui ripartiva sparato e appena era un po'distante ricominciava a strombazzare la Radetzky-march con grande scorno dei militi che allargavano le braccia sconsolati.
Il Perta era un grande, aveva scritto in faccia BOCCIATO ma andava incontro al patibolo con la faccia sorridente degli incoscenti, esattamente come Quilly.
Affrontavano i quattro con noncuranza e gli impreparati con un sorriso, ben sapendo che il destino avverso era inevitabile.
Bando alle ciance comunque e torniamo all'ultima di campionato.
Tutto era pronto per il compito in classe, tranne Quilly che non sapeva un cazzo.
Vabbè l'esercitazione era fondamentale per i suoi destini e lui una sfogliata al libro (nuovo di pacca) l'aveva data, ma era come leggere la bibbia in cinese per lui che non aveva idea di cosa fosse una cambiale, pensava che la tratta fosse stata quella che tiravano i pescatori al mare la mattina e che il rateo fosse un animale dell'Amazzonia in via di estinzione.
A copiare Quilly non era mai stato un fenomeno. Troppo faticoso e poi era talmente un somaro che non sapeva fare nemmeno quello.
Quel giorno però si avvicinò alla sua amica e le disse "Cla non famo scherzi, oggi uno dei due compiti me lo devi passare, nell'altro invento qualcosa io almeno avrò qualche speranza ......"
Per la cronaca la Claudia era una ragazza predestinata, era la prima della classe anche all'asilo e quando prendeva un otto andava a casa prendeva il cilicio e si infliggeva le peggio penitenze che mente umana ricordi.
Per lei l'otto era un onta, il sette un cataclisma, il sei il baratro.
Lei tranquillizzò Quilly dicendo che non gli avrebbe voltato le spalle.
Non so se avete capito ma Quilly ero io e quindi da ora in poi parlerò in prima persona che mi riesce decisamente più facile.
Ripeto che non ero solito chiedere favori ma quel giorno fui abbastanza insistente dal momento che la posta in palio era assai alta.
Gli altri che di solito facevano la fila per chiedere favori quindi, oggi avrebbero dovuto accodarsi altrimenti volavano gli schiaffoni.
Quando si è in difficoltà si diventa risoluti e non si lesinano le minacce anche se gente come la Chiovi non sentiva nemmeno le minacce, con lei ci voleva una pistola.
Si andò in aula e le due cerbere consegnarono i fogli col sorriso sulle labbra.
Anche i migliori tremarono.
Il compito era un muro invalicabile, ma la Claudia non tradì.
L'esercitazione durava tre ore, ma dopo due lei aveva già finito.
Nelle due ore io riempìì tre o quattro fogli di geroglifici, disegni, caricature del Gianfra, frasi idiote della buonanima di Neno, litografie, sculture di caccole e cerume, graffiti col coltellino svizzero nel banco e altre forme d'arte contemporanea che sarebbe stata apprezzata solo dai posteri.
La Claudia finì dunque il compito e iniziò a fare la mia copia cercando anche di cambiare la grafia.
Scrisse fitta fitta un paio di fogli ma aveva anche altri clienti e mi disse che dovevo scegliere tra quello di Tecnica e quello di Ragioneria.
Nelle due ore precedenti oltre alle opere d'arte, avevo avuto il tempo anche di buttar giù due righe di ragioneria e quindi feci un ragionamento: se prendo quattro o anche cinque in ragioneria, e copio quello della Claudia che minimo è da otto la media fa un bel sei abbondante.
Decisi quindi di prendere quello di Tecnica e di lasciare quello di Ragioneria all'altro committente disperato che probabilmente era l'amico Forma o Fede o un altro che camminava sul filo come il trapezzista ubriaco.
Mi passò con agile gesto il compito mentre le due arpie sghignazzavano sulle nostre sofferenze e io afferrai lo scrigno magico avido di sapere........
Mi disse "Quilly, il compito era veramente difficile io non garantisco niente".
Io sorrisi e pensai "Non mi pare questo il momento per le frasi di circostanza senza senso, il suo ultimo otto in tecnica risale a due anni fa, da allora tutti voti dal nove in su".
Iniziai a trascrivere con la mia solita flemma i preziosi calcoli incomprensibili ed ero ebbro di felicità.
Una speranza si rinfocolava.
Mentre scrivevo però pensai, meglio cambiare qualcosa da questo compito altrimenti si accorgono che ho copiato, comunque cambio poco e invece di prendere nove mi accontento di un bell'otto, la signora Gu. mi chiederà di questo miglioramento e io le dirò che mi sono messo a studiare come un negro ma non ho fatto quello di Ragioneria per mancanza di tempo.
Un piano perfetto, un delitto perfetto, c'era l'assassino e come scopriremo, c'era anche il cadavere........
Finito il compito la classe era sfinita. Sguardi allucinati, odore forte di chiuso, sospiri di sollievo, il compito era una vera bastardata di una mente diabolica.
La Claudia era stranamente preoccupata, io ero stranamente al settimo cielo.
Alcuni giorni dopo arrivaromo le gemelle Kessler con i risultati.
Iniziarono a consegnare in ordine decrescente di voto.
Di solito, a me, lo consegnavano per ultimo o penultimo, massimo per terzultimo.
La Claudia non fu la prima a riceverlo, lo ricevette per quarta o quinta e io attendevo a breve il mio.
Vidi la sua faccia colorarsi delle sfumature del verde, le chiesi qualcosa e non rispose.
Dopo alcune consegne arrivò il mio turno, girai il foglio e vidi stampato un 4 che prendeva mezza pagina.
Se mi avessero sparato non sarebbe uscita una goccia di sangue.
Mi girai verso di lei e le chiesi "quanto hai preso", lei alzò la mano aperta a indicarmi un 5.
Sapevo di essere sfigato.....ma in confronto a me un gatto nero poteva azzeccare un sei al Superenalotto.
Consegnarono quelli di Ragioneria dove lei ottenne un 7 che era un gran risultato vista la difficoltà della prova, mentre io mi portai a casa un bel 4 come nelle previsioni.
Le porte della bocciatura si spalancarono ancor di più in quel momento, ma quel che più mi sembrava assurdo era che il primo compito integralmente copiato dalla A alla Z alla prima della classe conicideva con il suo primo buco nell'acqua in quindici anni di onorata carriera scolastica.
Anche il Perta era un Dead Man Walking e ci dirigevamo a braccetto verso un altro anno in quella scuola che non ci capiva.
Alla fine dell'anno facemmo una foto nel giardino che è quella contenuta nella testata di questo blog e se ci fate caso gli unici due del gruppo che si aprono in un largo sorriso siamo io e il Perta.
Proprio gli unici due in tutta la scuola che saranno segati, io e il mio compagno di banco, fatalista, terrunciello, foggiano.
Nella vita però ci siamo presi una bella rivincita, io ambulante e lui amministratore di un condominio di zingari che gli vogliono menare.
Ognitanto anche oggi ci incontriamo e ci abbracciamo e ci diciamo:"Ma possibile che su 150 cristiani abbiano segato solo noi? Possibile che eravamo i peggiori?".
Lui mi risponde sempre con il suo mix falco-foggiano "Si Guilly eravam li beggior in assolut, ma chettefrec l'imbortant e checce simm addivertit...."
Anche Claudia ha avuto successo nella vita.
 Lavora nella dirigenza di una prestigiosa Banca che sta per chiudere e si occupa del recupero di quarantenni disadattati (uno se lo è addirittura sposato).

quipercla