
Il secondo Critical Mass è in archivio. Le sensazioni sono le solite. Libertà, partecipazione, protesta, allegria. La giornata è stata bellissima, sole e clima mite sin dal mattino. Quello che si è notato è stata la grande partecipazione di famiglie con bambini, e di persone "meno giovani". Poi di certo non sono mancati gli abituè ormai "storici" del Critical Mass. Carlomontanari in tricolore è stato sempre lì a tirare il gruppo. Pistula con la bici a un palmo da terra è stato oggetto degli sguardi della folla come fosse una modella a una sfilata milanese. Jbom con la sua bici elettro-tecnologica si è fatto assai notare, così come Laura e il suo carrellino porta vivande. Rispetto all'altra volta ho visto qualche defezione e ciò mi è dispiaciuto, perchè era importante esserci.... Perchè era importante esserci? Presto detto. Era importante esserci perchè la città di Senigallia, gioiellino e città d'arte si è già AMPIAMENTE giocata il suo bonus di sforamenti nella graduatoria di polveri sottili Pm10. Quarantaquattro, non gatti, ma giorni in cui la soglia di attenzione è stata superata nei primi due mesi dell'anno. Ricordiamo che il limite di sforamenti in un anno è di 35 e la Ridente Cittadina si è mangiata tutta la dote..... Pedalare negli ingorghi di ieri è stato un'attentato per i polmoni, soprattutto per i bambini con narici ad altezza di tubo di scappamento. Era importante esserci per rilevare come ci sia gente che per non fare duecento metri a piedi passa la domenica nella sua scatola d'acciaio. Nei nostri giri abbiamo incontrato le stesse è persone tre o quattro volte a bordo di questi mammuth della strada chiamati Suv, li abbiamo visti sbavare dietro code di chilometri come quella che andava dal semaforo della penna al Ciarnin (come minimo). Non discuto che non tutti abbiano voglia di venire da Jesi in bicicletta, ma che diamine lascino la macchina al Ciarnin e facciano due passi a piedi! Obiezione di molti: "Ma allora voi volete limitare la libertà della gente a fare ciò che vuole." Errato, se la macchina non emettesse piombo, polveri sottili e altri veleni e non prendesse lo spazio di venti biciclette, ognuno per noi nella sua vetturetta ci potrebbe anche dormire o fare un rave. Dato però che i gas di scarico li respiriamo noi e il posto per circolare viene negato a noi coloro che sono limitati nella propria libertà di muoversi e di respirare siamo......NOI! Era importante esserci per vedere gli sguardi di molti, quasi come di compassione, di scherno, di fastidio. Un gruppo di persone reclama diritti fondamentali quali SPAZIO, SICUREZZA, ARIA, e viene additato come "Rompicoglioni". L'auto è la norma, il piede e la bicicletta sono l'eccezione. Il piede e la bicicletta che reclamano il loro spazio sono "Rompicoglioni", non la macchina che trovi ovunque, persino parcheggiata sulle piste ciclabili, o sul sagrato della Chiesa del Portone. Le facce della gente infastidita o di sufficenza al passaggio della Massa Critica mi hanno fatto capire che c'è ancora tanto da seminare, ma non è facile farlo quando invece di piste ciclabili si progettano parcheggi nella migliore delle ipotesi o nuove città in un fazzoletto di terra. Era importantissimo esserci, ma veramente importante per quei "rompicoglioni" di Borgo Ribeca e Borgo Coltellone, due borghi storici dell'immediata periferia che saranno soffocati, calpestati, annientati dalla Nuova Complanare. Nei giorni scorsi io e altri amici ci siamo recati sul posto per fare alcuni rilevamenti, dare un riscontro "fisico" alle planimetrie, fare alcune foto. Eravamo accompagnati dall'Ing. Bernardini e da Anna e Francesca residenti nella zona. Abbiamo trovato da parte di alcuni abitanti una buona accoglienza durante il giro, ma abbiamo avuto sentore anche di una certa ostilità da parte di alcuni a chi si oppone alla Nuova Complanare. Nei giorni successivi Lucacecco e La Piaga di Velluto, due tra i migliori giornalisti senigalliesi (il giornalista è colui che si reca nei posti, parla con la gente e tocca con mano e non chi è iscritto all'ordine e vive di comunicati) hanno dato il meglio tirando fuori due pezzi su questo tema che hanno toccato molti nervi scoperti. Girando in giro ho sentito molte opinioni su questa strada a dieci corsie che passerà in un quartiere un tempo periferico ma ormai al centro di una città. Ho sentito dire che per dare respiro a chi vive sulla Statale la Complanare è necessaria, ma nessuno ci convincerà mai che spostando il problema da un luogo ad un altro si troverà una soluzione. Una strada che va aggiungere due corsie autostradali più due di Complanare in una zona già molto densamente popolata, abbattendo edifici, smantellando giardini (ricostruiti sopraelevati), inalzando muri non può non celebrare il funerale di un quartiere già da ora strozzato dal traffico. Per non parlare della celebre Zona Artigianale in mezzo a un campo che ha come unico sbocco su Via Po (una delle arterie cittadine più intasate) una rampa condominiale! La città, specialmente quella che vive sulla Statale è però contenta perchè ha trovato il male minore e chi comanda cavalca questa tesi. La teoria del Male Minore è a dir poco assurda, il male minore per molti significa la fine per una comunità. Nonostante tutto in questa zona già soffocata si è dato il permesso negli ultimi anni di costruire duecento nuovi appartamenti, ben sapendo che interventi viari erano in cantiere e questo allora permettetecelo è essere ciechi, sordi e muti. Oppure vuol dire essere servi di logiche speculative completamente prive di lungimiranza e programmazione. Ieri con la carovana del Critical Mass siamo stati di nuovo al Borgo Coltellone accolti dalla gente che abita in quelle case. Hanno allestito un posto di ristoro che molti non hanno gradito perchè non c'era il vino (si scherza ovviamente). I residenti hanno spiegato ai più la storia che vi ho appena raccontato e alla fine l'Ing. Bernardini che prima di essere un esperto in materia è un residente di quei luoghi ci ha ringraziato della visita pubblicamente, sottolineando la sua vicinanza al Critical Mass e asserendo che un tempo da quei luoghi si andava "in città" in bicicletta, ora non più perchè ci si va a rischio della vita, e se ci sarà un giorno la nuova complanare sarà anche peggio. Mentre l'Ingegnere parlva vedevo i volti della gente che abita in quelle case e pensavo al loro futuro tra Tir e svincoli in un quartiere fatto di saliscendi e vie anguste. Vedevo anziani che probabilmente ripensavano alla via Po di un tempo, che anch'io conoscevo, e che era già quasi campagna. Vedevo genitori a immaginare una vita che non avevano scelto ma che gli era imposta dall'alto e ho pensato che al loro posto mi sarei sentito inerme. Quel che più mi fa rabbia però è l'ostilità di molti verso le nostre e le loro proteste ed obiezioni. Non vedo come i residenti possano accettare supinamente la fine del loro quartiere. "Dove eravate due anni fa quando il progetto fu approvato?" dicono i pro-complanare. Non so dove eravamo, probabilmente da qualche altra parte, probabilmente qualcuno si è fidato delle persone sbagliate, probabilmente qualcuno ha sottoscritto la teoria del Male Minore, il fatto che le proteste più forti si levino solo ora però non vuol dire che il progetto vada bene, significa solo, invece, che la gente del Borgo non sa più a che santo voltarsi. Comunque non vi preoccupate anche questa assurdità si farà, sempre che i Berslusconidi non taglino i fondi, però per lo meno ora la gente sa. Sa che qualcuno a svenduto un quartiere per un piatto di lenticchie e domani quando via Po sarà una coda continua e un contenitore di gas di scarico, piombo e polveri sottili possiamo dire che noi lo sapevamo già. Anche questo Critical Mass non è stato vano.








